DistrArt: tra pennelli e parole. Intervista a Daniele Morganti, Tofi.

La voglia di valorizzare la città di Messina non manca e molteplici attività lo dimostrano, come quella di DistrArt, un progetto di riqualificazione del tessuto urbano che ha come obiettivo quello di migliorare l’aspetto degli elementi presenti sulle vie messinesi, partendo dalla linea tranviaria.

Attraverso un bando comunale, sono stati selezionati 26 artisti che hanno preso parte all’iniziativa, creando con la propria arte dei veri e propri capolavori di street art sulle pensiline delle fermate del tram; da capolinea a capolinea, ogni pensilina ha subìto l’intervento creativo di uno degli artisti. Ognuno di loro ha interpretato uno degli argomenti previsti nel bando, che spaziavano dalla storia e il mito a Messina, alle radici culturali e convivenze religiose, tutto seguendo l’evocativo filo conduttore del mare.

Tra gli artisti che hanno partecipato al progetto, Daniele Morganti, in arte Tofi, Graphic Designer presso Sincromie, ha realizzato le creazioni presenti alle fermate di Piazza Cairoli e Ringo.

Tofi, perché hai deciso di prendere parte a questo progetto?

Messina è la mia città e poter dare un contributo creativo per valorizzare l’aspetto urbano era un’occasione da non lasciare scappare. Ad essere sincero, all’inizio ero un po’ titubante riguardo le reazioni dei messinesi, ma sono stati proprio loro, con il loro entusiasmo e le loro domande curiose, a darmi la carica e a farmi capire quanta voglia ci sia di fare e di impegnarsi per migliorare la città.

I tuoi due racconti iconografici a cosa si ispirano?

Ho fatto una ricerca accurata prima di presentare i bozzetti, documentandomi sulla storia e le tradizioni di Messina e ho deciso di interpretare la convivenza interreligiosa nell’anno 1000 perché mi ha affascinato l’idea che molteplici etnie coesistessero nello stesso ambiente professando fedi diverse, edificando altresì, luoghi architettonici per i diversi culti, nonostante si trovassero in territori bellici. E per non dimenticare la tradizione artistica messinese, come secondo argomento, ho scelto di rendere omaggio al grande pittore Antonello da Messina: con colori acrilici e cotone ho reinterpretato due delle sue opere maggiormente conosciute “Ritratto d’uomo” e “Annunciata di Palermo”.

Cosa ricorderai di questa esperienza?

Ho avuto modo di ammirare un interesse strepitoso da parte dei cittadini. È emersa la loro voglia di vedere Messina curata non per un piacere estetico in sé, ma per la necessità di vivere in una città pulita da ammirare, arricchita e abbellita anche attraverso queste attività, che rievocano vicende della nostra tradizione, capaci di ravvivare la voglia di cambiamento, di futuro, riassaporando la nostra storia e ricordandoci di essere genuinamente siciliani, orgogliosamente messinesi.

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